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2025-11-11

Oggi ho avuto la penultima sessione, per l'anno e per il prevedibile futuro, con la mia terapeuta. Il cibo e' per me molte cose, tra le tante e' fonte di consolazione e, paradossalmente, un mezzo che uso per affermarmi. Riscrivere le parole che mi vengono di getto richiede lavoro e ricerca, anche se quelle parole sono illuminanti. Ma il cambiare quelle parole, cambiare il contesto e la forma del pensiero e' una palestra utile per cambiare il modo di pensare. Invece di scrivere: "Per me il cibo e' un problema", scrivere "E' fonte di tante cose" cambia il colore di quel pensiero, il suo peso, l'ombra che proietta sulla mia mente. Il cibo non e' un problema: il cibo e' cibo. Parlando con la Dottoressa ho potuto ricontestualizzare il perche' ho un atteggiamento compulsivo con il cibo. Oltre ad essere una gratificazione a breve termine, in alcuni casi e' anche il mio modo di affermarmi, di esprimere la mia insofferenza a direzi...

2025-11-05

 2025-11-05 Scrivere la meditazione mattutina su uno schermo e' diverso dall'usare carta e penna. Recentemente ho acquistato The Daily Stoic Journal  di Ryan Holiday per affrontare questa pratica. Ci sono centinaia di modi diversi per fare journaling, ognuno ... 10 minuti dopo ... Io devo avere qualcosa di simile all'ADHD perche' non e' possibile perdersi in 10 minuti di voli pindarici per il solo motivo di essere andati a cercare il link sul journaling che avevo in mente. Ad ogni modo. Ci sono centinaia di modi diversi per fare journaling e quasi tutti cercheranno di venderti qualcosa. Un link che ho trovato utile e' stato questo: https://dailystoic.com/stoic-art-of-journaling/ Alla fine il libro/diario/notebook che ho comprato e' stato un buon acquisto, anche se non lo sto usando ogni giorno. Ho trovato che il modo migliore di fare journaling, per me, e' di scrivere quello che mi viene in mente senza una struttura. Tim Ferris raccomanda il " Five ...

Echecazzo, dixit

Da " La compagnia dei Celestini ", di Stefano Benni (Feltrinelli, 1994) ... Come prima cosa, accadde che si udì uno schianto e apparve Don Bracco. In mano aveva un pomello della porta, che aveva divelto con la grazia propria del suo Ordine. "Eccheccazzo", dixit, e si fece avanti. ...  Non volevo chiamare il blog cosi', ma qualsiasi permutazione di Ale, Alex, Al3, Al3x, 4l3x eccetera era ormai presa. E poiche' da quando ho letto quella fatidica frase in "La compagnia dei Celestini" (grazie Dario per avermelo prestato) non ho mai piu' detto "E che cazzo!", ma solo "Echecazzo, dixit".. ecco il nome. Mi presento: sono Alessandro, ho 50 anni, sono obeso e pelato. Calvo, non un pomodoro. Ho usato tanti alias nel tempo, nascondendomi e cercando di ammantarmi di un lato oscuro che mi facesse sembrare misterioso e intrigante, (come no?) e adesso mi fa strano essere qui e denudarmi di fronte a te che leggi. Giu' la maschera. Sono ...