Echecazzo, dixit
Da "La compagnia dei Celestini", di Stefano Benni (Feltrinelli, 1994)
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Come prima cosa, accadde che si udì uno schianto e apparve Don Bracco. In mano aveva un pomello della porta, che aveva divelto con la grazia propria del suo Ordine.
"Eccheccazzo", dixit, e si fece avanti.
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Non volevo chiamare il blog cosi', ma qualsiasi permutazione di Ale, Alex, Al3, Al3x, 4l3x eccetera era ormai presa. E poiche' da quando ho letto quella fatidica frase in "La compagnia dei Celestini" (grazie Dario per avermelo prestato) non ho mai piu' detto "E che cazzo!", ma solo "Echecazzo, dixit".. ecco il nome.
Mi presento: sono Alessandro, ho 50 anni, sono obeso e pelato. Calvo, non un pomodoro. Ho usato tanti alias nel tempo, nascondendomi e cercando di ammantarmi di un lato oscuro che mi facesse sembrare misterioso e intrigante, (come no?) e adesso mi fa strano essere qui e denudarmi di fronte a te che leggi.
Giu' la maschera.
Sono una persona normale, banale e noiosa.
Ma se sei qui chissa', forse abbiamo qualcosa di cui parlare?
Mi interessa lo stoicismo, sto percorrendo i primi passi in questa filosofia. Che e' dura. Almeno al livello al quale la praticava Marco Aurelio. Ma aiuta in tante cose, quella volta su dieci che mi ricordo di usarla. Non e' facile scardinare 50 anni di cattive abitudini e cattivi pensieri.
Se mi leggesse la mia Terapista, noterebbe l'uso dell'aggettivo "cattivo". Io che cerco di essere un "bravo" bambino da una vita.
Riflessioni della sera:
Oggi non e' andata male. Ho cercato di praticare la Temperanza per tutto il giorno, per cedere a casa.. ma non in maniera eccessiva. Tutto sommato e' progresso anche questo. Essere un po' meglio oggi di ieri.
Sono grato di queste fredde giornate autunnali, della Super Luna che sta diventando piena e di avere con noi la nostra cucciola.
Domani non esiste, e' illusione e arroganza pensarlo. Ma in mancanza di altro: a domani.
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